Carta dei diritti dell’Unione europea: discriminazioni vietate
Carta dei diritti dell’Unione europea: discriminazioni vietate
La proclamazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, compiuta in maniera solenne ieri nell’aula del Parlamento europeo a Strasburgo, per una casuale ma provvida coincidenza è caduta nel pieno dell’incomprensibile polemica sulle discriminazioni a carattere sessuale che imperversa in Italia. L’Europa, come spesso e a torto si pensa, alla fine dei conti torna utile. Perché quella Carta dei diritti, tanto osteggiata anche da intere leadership europee, politiche e del mondo dell’impresa, dopo la ratifica del nuovo Trattato europeo (che si firma oggi a Lisbona), diventerà uno degli strumenti principali, a carattere vincolante, per l’elaborazione delle politiche dell’Ue.
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